Un ulteriore offesa ed un vero scandaloso insulto alla dignità dei poliziotti si è perpetuato a Palermo. Dopo le recenti vicende di Napoli con i suoi cumuli di spazzatura , le beghe dei politici per spartirsi il divisibile ,l'indulto ed altre belle figure , lo stato Italiano non pago di tutto questo continua non garantendo più la dignità civile ai suoi servitori. Questa storia sta facendo il giro d'Europa per quanto è eclatante. SI VERGOGNINO AL MINISTERO DELL'INTERNO PER QUANTO E' STATO CONSUMATO CONTRO I COLLEGHI DI PALERMO CHE, IN BLOCCO, SONO STATI PUNTI E TRASFERITI CON LA POSSIBILITA'DI ESSERE "DESTITUITI" SENZA ALCUN MOTIVO. . Questa è "La legge uguale per tutti"? . Questo è lo Stato che dovrebbe garantire la dignità dei suoi servitori ? LEGGETE E ..... CAPIRETE!
PALERMO, 15 FEB - Accusati di essere assuntori abituali di sostanze stupefacenti, sulla base di accertamenti medici disposti dal Questore di Palermo, 15 agenti della sezione Volanti sono stati trasferiti ad altro incarico, sottoposti a procedimento disciplinare, denunciati alla Prefettura e costretti a ricorrere alle terapie del Sert. Dopo un anno e mezzo, però, la vicenda è giunta a un epilogo inatteso: le analisi effettuate dai poliziotti in diverse strutture italiane, tra cui l''''ospedale militare di Palermo, hanno escluso che avessero fatto uso di droghe. E il procedimento disciplinare è stato archiviato per tutti. Ma agli agenti il decreto di reintegro in servizio alle Volanti, firmato dal capo della polizia, non basta. E ora, attraverso il loro legale, l''''avvocato Alfredo Galasso, hanno deciso di rilanciare citando in giudizio per danni, davanti al tribunale civile e davanti al Tar, il Policlinico di Palermo, presso il quale erano stati eseguiti gli esami iniziali, e il ministero dell 'Interno, ente da cui dipende la polizia. La vicenda comincia il 27 gennaio del 2006 quando 31 su 54
addetti alle Volanti si vedono notificare dal loro dirigente dell'epoca l'invito del questore a sottoporsi ad esami per l'accertamento dell'eventuale uso di droghe. Gli agenti vanno al Policlinico, come indicato nel provvedimento, e viene fatto loro l'esame del capello. Al Policlinico usano per gli accertamenti tutte e due le provette con i reperti, contrariamente alle disposizioni di legge che prevedono che un campione debba essere conservato per consentire alle parti un controesame. Due mesi dopo a 3 dei 31 agenti viene comunicato il trasferimento ad altro incarico in quanto trovati positivi alla cocaina. Il 22 agosto stessa sorte, per presunto uso di cannabis, tocca a 12 poliziotti che a quel punto si rivolgono a diversi centri medici per accertamenti di parte. I nuovi esami parlano chiaro: nessuno di loro ha mai fatto uso di droghe. Al loro legale, che chiede spiegazioni al Policlinico di Palermo sugli esiti degli esami, il responsabile dell''''istituto di medicina legale risponde che nessuno ha mai parlato di assunzione di droghe ma di generica positività analitica, diagnosi a cui si può arrivare anche solo nel caso di contatto con la sostanza stupefacente. Nel frattempo il procedimento disciplinare per destituzione «per il disonore portato alla divisa» va avanti per 10 mesi. Si conclude con l''archiviazione e il reintegro a maggio scorso. Ma la drammatica vicenda ha un seguito: partono le richieste di risarcimento del danno a carico del Policlinico e del Ministero a cui vengono «rimproverati» rispettivamente negligenza e imperizia e una lunga serie di condotte illegittime. Lungo l''''elenco dei danni patiti: da quelli patrimoniali, a quelli esistenziali e all 'immagine.
Questa OS sula base di quanto appreso e sopra esposto, esprime piena solidarietà a tutti i colleghi vittime di errate valutazioni.
Il Segretario Generale Provinciale Massimiliano Ambrogi